UKRAINE
domenica 29 gennaio 2012
L’Ammiraglio, il Comunista e la cattiva coscienza (fine delle IPOCRISIE in Afghanistan)
Questo video americano è l'anticipo di ciò che fra un po' vedremo sulla RAI...Vivaddio finalmente l'ammiraglio De Paola ha sgomberato con un breve comunicato anni di ipocrisie sulla GUERRA AFGHANA.
Perchè che l'Afghanistan fosse una guerra, nessuno ormai lo dubitava. Ma tant'è «Il governo ha deciso che gli aerei in Afghanistan potranno non solo sparare ma anche bombardare, dando il via libera nello specifico all'impiego delle bombe per i quattro cacciabombardieri italiani Amx Acol schierati ad Herat: è una vergogna! È intollerabile che il nostro governo decida, unico al mondo, di rafforzare il proprio ruolo di guerra, invece di perseguire l'obiettivo di andarsene il prima possibile da quel conflitto infinito». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Prc-Fds che parla di un «altro pessimo elemento di continuità con il governo Berlusconi». «Anzi, l'esecutivo Monti - conclude Ferrero - riesce là dove La Russa aveva fallito, connotando in maniera ancora più pesante la nostra insensata presenza nella guerra in Afghanistan».
Possiamo dire onore alla coerenza, ma da ENTRAMBE le parti...
Ieri, nel corso di un’audizione di fronte alla commissione Difesa in seduta congiunta Camera e Senato, l'Ammiraglio Di Paola, ministro della difesa, ha dichiarato che in Afghanistan intende “usare ogni possibilità degli assetti presenti in teatro, senza limitazione”, consentendo anche ai nostri aerei di condurre bombardamenti “se sarà necessario”.
Fine, finalmente della pietosa bugia delle "missioni di pace", bugia che in realtà non hanno inventato i militari ma i politici e i loro pennivendoli aggregati della ex-regia corporazione dei giornalisti e pubblicisti. Mi fa respirare meglio questo momento di sincerità...
martedì 24 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
CINA Enorme crisi del debito nelle province cinesi - Asia News
CINA Enorme crisi del debito nelle province cinesi - Asia News
» 04/01/2012 13:11
CINA
Enorme crisi del debito nelle province cinesi
di Wang Zhicheng
Il controllo sui conti ha mostrato irregolarità nei debiti per oltre 530 miliardi di yuan. Ma secondo molti investitori, i debiti cattivi si aggirano sui 250-350 miliardi di euro.
Pechino (AsiaNews) – L’Ufficio nazionale per il controllo dei conti (National Audit Office) ha reso pubblico che nella verifica dei bilanci del 2010, i governi locali della Cina presentano irregolarità nei debiti per oltre 530 miliardi di yuan (circa 65 miliardi di euro).
Le dichiarazioni dell’Ufficio sono riportate sul sito del governo centrale (www.gov.cn) e diffondono una crescente preoccupazione che le province della Cina siano soffocate da debiti cattivi che non potranno mai essere risanati. Ciò potrebbe portare anche a un crollo delle banche che hanno fatto i prestiti.
Secondo molti investitori, il livello dei debiti cattivi si aggira sui 2mila-3mila miliardi di yuan (pari circa a 245-367 miliardi di euro). Il loro rigonfiamento risale al 2008-2009, quando il governo centrale, per frenare gli effetti della crisi economica mondiale, ha varato un pacchetto di stimoli con crediti facili per quasi 10 miliardi di yuan.
Grazie ai prestiti facili, i governi locali si sono lanciati in opere inutili e senza garanzia di ritorno economico. Il risultato è che l’industria edilizia ha costruito case, uffici, città intere che sono vuoti e invenduti (almeno al 50%); industrie che hanno magazzini pieni di prodotti; province che hanno costruito infrastrutture – come le famose ferrovie per treni superveloci, aeroporti in zone sperdute, porti deserti – rimaste inutilizzate.
Il punto è anche che il governo centrale ha promesso crediti, ma non ha devoluto la moneta e per questo tutte le spese compiute dalle province rimangono come debiti insoluti sulle loro spalle.
Di recente, il prof. Larry Lang ha affermato che la Cina è sull’orlo dell’abisso di una crisi profonda (v.: 30/11/2011 Docente cinese: “La nostra economia è sull’orlo del baratro. Pechino sta barando”).
CINA
Enorme crisi del debito nelle province cinesi
di Wang Zhicheng
Il controllo sui conti ha mostrato irregolarità nei debiti per oltre 530 miliardi di yuan. Ma secondo molti investitori, i debiti cattivi si aggirano sui 250-350 miliardi di euro.
Le dichiarazioni dell’Ufficio sono riportate sul sito del governo centrale (www.gov.cn) e diffondono una crescente preoccupazione che le province della Cina siano soffocate da debiti cattivi che non potranno mai essere risanati. Ciò potrebbe portare anche a un crollo delle banche che hanno fatto i prestiti.
Secondo molti investitori, il livello dei debiti cattivi si aggira sui 2mila-3mila miliardi di yuan (pari circa a 245-367 miliardi di euro). Il loro rigonfiamento risale al 2008-2009, quando il governo centrale, per frenare gli effetti della crisi economica mondiale, ha varato un pacchetto di stimoli con crediti facili per quasi 10 miliardi di yuan.
Grazie ai prestiti facili, i governi locali si sono lanciati in opere inutili e senza garanzia di ritorno economico. Il risultato è che l’industria edilizia ha costruito case, uffici, città intere che sono vuoti e invenduti (almeno al 50%); industrie che hanno magazzini pieni di prodotti; province che hanno costruito infrastrutture – come le famose ferrovie per treni superveloci, aeroporti in zone sperdute, porti deserti – rimaste inutilizzate.
Il punto è anche che il governo centrale ha promesso crediti, ma non ha devoluto la moneta e per questo tutte le spese compiute dalle province rimangono come debiti insoluti sulle loro spalle.
Di recente, il prof. Larry Lang ha affermato che la Cina è sull’orlo dell’abisso di una crisi profonda (v.: 30/11/2011 Docente cinese: “La nostra economia è sull’orlo del baratro. Pechino sta barando”).
martedì 3 gennaio 2012
sabato 31 dicembre 2011
PETROLIO: Quando il gioco si fa duro...
Tornando ad affrontare la questione di Hormuz, sono convinto dalla enorme capacità esplicativa delle immagini ecco perché vi mostro anzitutto questa:
e questa
Mi direte: ma cosa vuol dire?
Si tratta di mappe piuttosto semplici, direi autoesplicite....
Se cliccate poi sulla prima icona della petroliera sulla prima mappa...
...E sulla seconda
E su questa....
E SOPRATTUTTO questa:
HORMUZ , la pietra dello scandalo....
Quindi secondo voi.....
giovedì 29 dicembre 2011
Minacce, mosse e contro mosse
Nonostante le innumerevoli minacce da parte degli Iraniani, e a differenza di ciò
che dicono i cospirazionisti di destra e sinistra, gli USA non ATTACCHERANNO
l'Iran.
L'Iran è retto da una cosca mafiosa sacerdotale, ma non da fessi...
Numerosi scricchiolii si fanno sentire a Teheran a cominciare dal boicottaggii dell'Ashura da parte non solo della maggioranza della popolazione ma anche dagli Ayatollah di base e dei Pasdaran..
Nessuno segue più gli Ayatollah. Otre a ciò per scatenare una guerra gli manca il fattore “essenziale” LA BENZINA!
Questo perchè da 30 anni i Mullah NON PRODUCONO PETROLIO Vendono concessioni...
Così un paese che potrebbe essere autosufficiente dispone di quantità di petrolio limitate, poichè i contratti di concessione impongono alle compagnie straniere di fornire all'Iran dal 20 al 30% del prodotto delle concessioni come compenso. Ciò significa che un paese petrolifero non dispone che di quantità limitate di petrolio per il suo sistema industriale. La cronica mancanza di kerosene fa sì che il regime degli Ayatollah al giorno d'oggi abbia già perduto dal 50 al 60% delle sue capacità di produzione di energa elettrica CHE AL GIORNO D'OGGI FA AFFIDAMENTO SOLO SULLE VECCHIE CENTRALI TERMICHE A KEROSENE...
Come volete che facciano a bloccare lo Stretto di HORMUZ?
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